Non c’è più nulla di figurativo.
Lasciata esposta e parzialmente sviluppata, la carta è impressionata da tutte le possibili immagini, storie, vite.
Come porte scorrevoli dove si alternano luci e neri intensi.
In quest’ultima evoluzione del mio lavoro, sento di aver smesso di usare le immagini per “attirare” la persona che guarda il mio lavoro.
È pura comunicazione.
È materia in continua evoluzione, nel tentativo di riflettere il tumulto che provo e che ho faticato a esprimere con le parole per tutta la vita.
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